Pareidolia

È un dono.

Stento sempre a credere di avere un dono, l’amica che me lo ha rivelato mi ha convinto, ma non del tutto. Non mi convincerò mai del tutto. Verità è, che chi ha un handicap visivo, uditivo, della parola, sviluppa inconsciamente, ma inesorabilmente, altri sensi che gli permettono di compensare il dolore. Succede anche a chi è affetto da disperazione. Il trovarsi in un periodo buio della vita, dove ti sono state negate le presenze cardine dell’espressività innesca lo stesso meccanismo di compensazione.

Inizialmente guardavo per terra, si guarda sempre per terra, è un errore. Passiamo la vita guardandoci la punta dei piedi.

Per questo ho provato ad alzare lo sguardo, a guardare ciò che di solito non guardiamo; i muri per esempio. I muri sono di grande stimolo per la fantasia, perché crollano tutti, lentamente, ma inesorabilmente. Poi ad irrompere son stati gli strappi, quelli sui cartelloni pubblicitari, quelli che forse non guarda nessuno. Quelli che cambiano, o vengono cambiati dagli esseri umani, che, con il loro gesto violento lasciano involontariamente la loro impronta interiore, i loro incubi, le loro paure, i loro sogni. 

Ho cercato a dare un senso a tuto questo, ad alzare il mio sguardo, ottenendo come sempre e soltanto l’ennesima caduta all’inferno.


“Strani mondi paralleli” FV-21
Cartellone pubblicitario di Gubbio, pennarello a acrilico.

“Il rischio di gettare l’ancora” FV-21
Serie “Sotto il mare”
Acrilico, pennarello e solito pannello pubblicitario.

“Un vigliacco alla ricerca della via d’uscita” FV-21
Solito cartellone pubblicitario strappato, pennarello,
UNIPOSCA e sfumature carboncino.

“Il miglior amico dell’uomo” FV-21
Cartellone per affissioni pubblicitarie arrugginito.
Acrilico e Matita.